giovedì 18 ottobre 2012

Wet bag tutorial .1


Per prepararsi bene all'arrivo di una creatura non si può certo soprassedere sulla scelta dei pannolini, nel mio caso assolutamente lavabili (Petits Dessous), per tutta una serie di buoni motivi economici, ambientali, etici...
Ho ritrovato ancora dei ciripà che usavo da piccola e ho acquistato dei prefold per i primi mesi (per chi fosse interessato, qui è spiegato tutto in modo molto chiaro sul mondo dei pannolini lavabili).

Qui si pone il problema: dove riporre i pannolini lavabili sporchi, in attesa della lavatrice? 
Ovviamente in quella che viene chiamata wet bag o all'italiana borsetta impermeabile (suona decisamente meglio in inglese!). 

Ne vendono di tutte le dimensioni e colori e il costo si aggira tra i 7€, per quelle più piccole, e i 25€, per quelle più grandi tipo borsa con manici, ma... la tentazione è troppo forte!
Perché non farla da sé?
Infatti la risposta non si è fatta attendere: acquistare tessuto e filo e darsi da fare!

Ho così scoperto che un tessuto di cui non conoscevo l'esistenza, il PUL (poliuretano laminato), è quello più adatto alla realizzazione di tasche, borsette e contenitori per tutto ciò che è bagnato e che non deve sgocciolare (in realtà il suo impiego è molto più ampio: bavaglini, tovagliette, porta-oggetti per l'asilo... qui alcuni esempi). 
Di questo materiale infatti è costituito anche lo strato più esterno dei pannolini lavabili.

Di cosa si tratta?
Il PUL è un materiale impermeabile e sottile, leggermente elastico, costituito da una lato molto morbido e gradevolissimo al tatto e un altro per così dire "cerato", più lucido, che non permette il passaggio di liquidi. 
Lavabile in lavatrice fino a 60°, è un materiale molto adatto scopo, anche se di non facile reperibilità in Italia, perché presente perlopiù sul mercato americano.

Io l'ho acquistato online ad un buon prezzo (12€ al metro con pezza alta 150cm) da Mammaflò ed è arrivato a casa nel giro di pochissimi giorni.


Ecco come si presenta: i colori molto saturi e la trama fitta e compatta ne fanno un tessuto gradevole da vedere e da manipolare: mi è piaciuto subito tantissimo!

Ma vediamo come ho realizzato la wet bag. 
Prima di tutto ho ritagliato dalla pezza un rettangolo di 74x55 cm (per ottenere una sacca di 36x46 cm)


e un rettangolo più piccolo 36x6 cm, per ottenere una maniglia di 16x2,5 cm.


Ci sono alcune caratteristiche che rendono la lavorazione del PUL non proprio semplice, ma con qualche accortezza si riesce ad ottenere un buon risultato senza troppi sforzi:

- non bisogna utilizzare spilli, perché dove si crea un buco chiaramente passeranno i liquidi;
- tende ad arricciarsi, quindi è bene tenerne conto nella tensione del filo della macchina da cucire e nella scelta del tipo di punto da utilizzare;
- la parte in laminato tende ad attaccarsi al piedino della macchina da cucire: personalmente non ho riscontrato questo problema, perché il tessuto non si è attaccato né alla macchina, né al piedino. Comunque qui ci sono alcuni trucchi per evitare questo inconveniente.




Per realizzare la maniglia ho usato gli spilli, perché si tratta di una parte esterna alla borsa e quindi non necessita di essere impermeabile.


Cuciti i due lati del rettangolo e creata la fascia superiore con lo spazio di 1,5cm per il cordino,


inserita e cucita la maniglia,


ho quindi fatto passare il cordino a cui ho applicato un pezzettino di scotch in cima per agevolare il passaggio nel sacchetto e nel dispositivo di chiusura.

Ed ecco la wet bag terminata: la maniglia mi permette di tenerla appesa al fasciatoio, finché non è piena e il cordino mi permette di chiuderla per evitare odori sgradevoli.
Una volta riempita, basta inserirla così com'è, con la parte superiore aperta, in lavatrice, senza toccare nuovamente i pannolini sporchi e buon lavaggio!!


Sarà anche utile per le uscite, per avere sempre un posto dove riporre i pannolini sporchi in attesa di rientrare a casa: dovrò prepararne altre per avere il cambio!
Sicuramente la prossima sarà fucsia o bicolore... vedremo!

Intanto la spesa per realizzarne una si aggira sui 5-6€ e da ogni pezza posso ricavarne tranquillamente due grandi più altre più piccole: decisamente conveniente!

sabato 29 settembre 2012

Etichette e copri tappo in tessuto per composta


Per regalare i vasetti di composta fichi e pinoli e renderli quindi più graziosi, ho realizzato delle etichette e dei copri tappo in tessuto utilizzando scampoli e ritagli di carta che avevo in casa.


Con il vasetto capovolto ho tracciato il contorno del coperchio e con un paio di forbici affilate ho tagliato il tessuto tenendomi più larga di circa 2 cm dalla sagoma disegnata; con dello spago sottile ho fissato quindi la stoffa ai tappi.


Per le etichette avevo dei ritagli di fogli da disegno F4 bianchi: per renderli più adatti alla confezione li ho tinti,  perché risultassero più marroncini e irregolari.

Ho fatto scaldare poca acqua in un pentolino e ho messo un filtro di tè in modo che diventasse abbastanza carico. Ho quindi dato una doppia mano di tè con un pennello sulla carta e ho lasciato asciugare.


Con la taglierina, ho realizzato dei rettangoli 5x8


e ho tagliato gli spigoli a 45°.


Con una bucatrice, ho realizzato i buchi per infilare lo spago


e con un ago da lana ho "cucito" una cornice di spago intorno all'etichetta, bloccando lo spago sul retro con due nodini.



Una volta scritta con una matita marrone, l'etichetta è pronta per essere fissata al tappo: regalini pronti!


venerdì 28 settembre 2012

Composta di fichi e pinoli con la MDP


Un cesto di fichi verdi freschissimi appena colti dall'albero e una vaschetta di pinoli: il binomio è assolutamente goloso e la necessità di consumare i frutti il più presto possibile per non farli andare a male fa sì che, in men che on si dica, la composta sia già pronta!

Ho voluto provare, per la prima volta, a realizzarla con la MDP (macchina del pane, per me Home bread baguette della Moulinex) e sono davvero soddisfatta del risultato: in un'oretta la composta è pronta da versare nei vasetti e la macchina fa tutto da sé, basta inserire gli ingredienti.

Alcuni si chiederanno perché parlo di composta e non di classica marmellata o confettura: anche io ho da poco scoperto che esiste molta differenza tra questi termini:

per marmellata 
si intende (secondo direttiva dell'Unione Europea dal 1982) esclusivamente un prodotto ottenuto da agrumi, con percentuale di frutta non inferiore al 20%


per confettura 
si intende un prodotto ottenuto da altra frutta, con percentuale di frutta non inferiore al 20%
(marmellate e confetture sono extra se contengono almeno il 45% di frutta)


per composta 
si intende un prodotto che abbia un contenuto di frutta superiore al 65%



Gli ingredienti della mia ricetta sono:

una cesta di fichi
6 cucchiai di zucchero di canna aromatizzato alla vaniglia
succo di 1/2 limone
una vaschetta di pinoli

siccome la percentuale di frutta è intorno all' 80% direi che si tratta di composta!


Dopo averli accuratamente lavati, ho sterilizzato i vasetti in forno a 110° per 5-6 minuti


Ho quindi lavato i fichi delicatamente con un pezzo di carta inumidito,


li ho pelati e tagliati a pezzettoni,


messi nella macchina del pane con lo zucchero e il succo di limone. 
Ho selezionato il programma e una volta completata la cottura ho aggiunto i pinoli.


Ho quindi riempito i vasetti, chiuso i tappi e ho lasciato tutta la notte i vasetti capovolti.



giovedì 27 settembre 2012

Makeover .1: cassettiera baby room


Rieccomi con un altro makeover, questa volta per la cameretta della bimba.
Riciclando una vecchia cassettiera, con un po' di colore, pennelli e fantasia, ho cercato di adattare al meglio questo mobile un po' vecchiotto alla cameretta rosa della piccolina, con tessuti e tende bianchi e beige.


Dopo aver carteggiato tutta la superficie della cassettiera per eliminare lo strato lucido di vernice, sono passata a dare due mani di colore, un tortora molto tenue, quasi bianco.

Al centro di ogni cassetto ho riportato, in beige, una parte di una frase presa dal "Piccolo Principe" di Antoine de Saint-Exupéry, un libro che è sempre piaciuto tantissimo sia a me che a mio marito e che è diventato un tema ricorrente durante la mia gravidanza (già per il Baby Journal)

"On ne voit bien
qu'avec le coeur.
L'essentiel est invisible
pour les yeux."

"Non si vede bene
che col cuore.
L'essenziale è invisibile
agli occhi."


Ho cercato di riprodurre la scrittura originale dell'autore del testo, che ha illustrato da sé il libro, con uno stile semplice e quasi scolastico: il risultato è davvero somigliante all'originale e molto adatto, mi pare, ad una bimba.


Ho poi protetto la superficie dei cassetti con una mano di vernice opaca trasparente da belle arti, per fissare e proteggere i colori. Li ho quindi lasciati asciugare per 24 ore.



Sono passata quindi a dipingere il contenitore della cassettiera con la stessa tinta usata per le scritte, per creare un delicato contrasto con i cassetti. 


Su un fianco ho poi deciso di riprodurre la sagoma del Piccolo Principe sul suo asteroide B 325, utilizzando un metodo davvero semplice per riprodurlo:

innanzitutto ho stampato su fogli A4 l'immagine prescelta della dimensione adeguata e ho poi ho ricomposto l'immagine sul mobile con dello scotch di carta.



Ho quindi ricalcato tutti i bordi del disegno con una matita dopo aver messo una foglio di giornale sotto al disegno, perché funzionasse come una rudimentale carta carbone.


Questo è il risultato: un disegno molto chiaro e spezzettato che riproduce la sagoma del disegno; anche se non di eccellente qualità, trovo che il metodo sia riproducibile con materiali facilmente reperibili.


Una volta ripassato il tutto con la matita non resta che dipingere!


La sagoma del Piccolo Principe ora campeggia sul fianco della cassettiera in bianco a contrasto con lo sfondo: ho preferito lasciare il disegno così stilizzato, perché si adattava meglio agli arredi della camera, piuttosto che con i colori reali proposti dall'autore.

Ho completato il lavoro, rivestendo i cassetti con della carta lavabile non adesiva, che ho fissato sul fondo con delle puntine da disegno. 




Presa la misura della larghezza, ho tagliato con il taglierino e posizionato il foglio all'interno del cassetto.


Una volta adagiato il foglio e lisciato bene la carta con le mani, ho segnato con un'unghia la parte da eliminare, scorrendo lungo il bordo del cassetto



e con il taglierino ho eliminato l'eccedenza.


Ed ecco i cassetti foderati e ricollocati al loro posto, pronti per essere riempiti di pannolini, body, magliette, ghettine, calzine, bavaglini... e chi più ne ha più ne metta!


La cassettiera ora aspetta il fasciatoio e un mobiletto a scaffale, che sono già in lavorazione, chiaramente riciclando vecchi arredi : a presto con gli sviluppi!

lunedì 24 settembre 2012

Makeover tavolino .2

Altro tavolino riciclato: sempre come comodino, anche se totalmente diverso, richiama il makeover precedente, perché anche questo ha inserti in vimini e mi piacevano accostati.


Il risultato mi piace molto, anche perché a vederli così sembrano proprio nuovi nuovi, appena acquistati; e poi, accanto al lettone, rinnovano la stanza dandole un'aria più fresca e rinnovata.


Al pomello ho appeso il cuoricino in lino ricamato a punto croce che avevo realizzato qui


venerdì 21 settembre 2012

Makeover tavolino .1

E ci sono mille cose da preparare:
tra corredino, pannolini lavabili, fascia portabimbi, libri e libri su alimentazione, vaccinazioni, parto naturale, allattamento... non so più dove sbattere la testa!
E non poteva mancare l'arredo della cameretta e il rinnovo della nostra camera, che necessitava decisamente di una rinfrescata...

Andando per ordine, comincerei dalla trasformazione di questo tavolino, che avrà circa la mia età, nel mio nuovo comodino da notte! 

Ovviamente ho cercato, nell'arredo della cameretta della piccola e nel rinnovo della nostra, di riciclare vecchi mobili e oggetti che avevo in casa o che ho trovato in casa di parenti: la soddisfazione di ritrovare oggetti conosciuti rinnovati nel colore e nella funzione, e realizzarli con le proprie mani, è impagabile.


Dopo averlo scartavetrato per bene, ho dato due mani di smalto opaco all'acqua color tortora chiarissimo (fatto dal tintometro, così era esattamente della nuance adatta per il muro e il pavimento della camera)


Una volta asciutto, sempre con carta vetro, ho tolto qua e là lo smalto per far riemergere il colore del legno per renderlo più vissuto. 
Lo stile shabby è davvero adatto per la camera da letto, la rende così romantica e luminosa!


Sul tavolino ho subito posizionato la mia cornice portagioielli che avevo realizzato un po' di tempo fa con il medesimo stile: mi piace l'insieme, che ne dite?



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